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Per diritto allo studio si intende il complesso di norme che regolano gli interventi per assicurare agli studenti capaci e meritevoli, in particolari condizioni economiche, la possibilità di accedere ai gradi più alti degli studi, nel rispetto degli articoli 3 e 34 della Costituzione e dell’art. 14 dello Statuto della Regione dell’Umbria.
La Regione dell'Umbria, in attuazione del Titolo V della Costituzione, che ha ricondotto, come competenza esclusiva alle Regioni le politiche per il diritto allo studio, al fine di consentire il raggiungimento dei gradi più alti degli studi da parte degli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, nonché di favorire il conseguimento del successo negli studi da parte della generalità degli studenti, con Legge Regionale 28 marzo 2006, n. 6, modificata con Legge Regionale 5 marzo 2009, n.4, ha adeguato l’assetto dell'Agenzia, già istituita con la l. r. n. 26/94. Viene riconosciuta all’ente strumentale regionale autonomia organizzativa amministrativa contabile e gestionale e confermata la mission di realizzare il diritto allo studio universitario nell'ambito della programmazione e l’indirizzo regionale e di un sistema integrato di servizi, con un esercizio delle proprie funzioni improntato a criteri di imprenditorialità ed economicità.
La tipologia degli interventi è stata ampliata: oltre agli aiuti finanziari, ai servizi abitativi, di ristorazione, di carattere culturale, sono previsti servizi sanitari, servizi di tutoraggio, attività di stage e di formazione e servizi speciali per studenti diversamente abili e studenti lavoratori; alcuni interventi vengono effettuati sulla base di precisi criteri di reddito e merito e sono quindi riservati, attraverso l'espletamento di un apposito concorso, ad un numero limitato di studenti, mentre gli altri servizi vengono concessi alla totalità degli studenti.